La realizzazione di infrastrutture per lo sviluppo della Blue Economy

Sede: Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli, Piazza dei Martiri, 30 Napoli

Lunedì 24 settembre
Ore: 09:30 – 13:30 

Organizzatori:

The International Propeller Clubs – Port of Naples
Consiglio Nazionale Ordine Dottori Commercialisti – Gruppo di Lavoro “Economia del Mare”
Ordine dei Dottori Commercialisti Napoli – Commissione di Studio Economia del Mare

Il seminario intende approfondire il tema del patrimonio infrastrutturale, da incrementare e da ristrutturare, come passaggio obbligato per il rilancio dell’economia del mare. Nonostante vi sia la piena consapevolezza, a tutti i livelli, della valenza strategica della risorsa mare come volano per la crescita economica, permangono alcuni elementi di criticità per lo sviluppo di una politica infrastrutturale che consenta un adeguato sfruttamento delle opportunità offerte dal cluster marittimo. La scarsa disponibilità di risorse pubbliche per la realizzazione, la gestione e la manutenzione di infrastrutture ed attrezzature a tutti i livelli della pubblica amministrazione, condiziona in modo significativo la qualità dei servizi offerti alle imprese a ai cittadini, talvolta con effetti drammatici, come si è verificato recentemente con il crollo del ponte Morandi a Genova. Una delle possibili risposte a questa carenza di risorse è rappresentata dalla possibilità di mobilitare le risorse finanziarie e manageriali attraverso gli strumenti maggiormente vocati al finanziamento delle infrastrutture ed in particolare Finanza di Progetto e Partenariato Pubblico-Privato (PPP). La concreta attuazione di queste modalità di intervento, nel campo della logistica portuale e più in generale delle attività connesse al cluster marittimo, richiede tuttavia il superamento di una serie di problemi emersi nei primi anni di applicazione di tali strumenti. È necessario, infatti:

  • intervenire sui tempi di decisione e di attuazione, snellendo le procedure amministrative che spesso portano ad un allungamento dei tempi e ad un incremento dei costi;
  • creare un quadro normativo di efficienza e trasparenza nella regolamentazione dei rapporti con concessionari e partner privati, con controlli orientati meno alla forma e più alla sostanza da parte delle amministrazioni concedenti o partner;
  • favorire la raccolta di capitali istituzionali, nazionali e internazionali, particolarmente vocati a questa tipologia di investimenti.

Su quest’ultimo aspetto in particolare la crisi finanziaria ha mostrato con chiarezza un’eccessiva dipendenza delle operazioni di Finanza di Progetto e PPP dai finanziamenti bancari. Il problema, in particolare, è dato da una presenza ancora troppo marginale di attori che operino al di fuori dei canali tradizionali del credito: fondi di investimento, assicurazioni, casse di previdenza. Gli interventi infrastrutturali rappresentano, di fatto, un’opzione molto interessante per questi investitori istituzionali in quanto investimenti di lungo termine, che dunque richiedono “capitale paziente”, in ragione del rendimento più alto dei titoli di stato. Tuttavia, in Italia, la percentuale di investimento degli investitori istituzionali nelle infrastrutture risulta ancora modesta. Fra le principali ragioni della scarsa presenza di investimenti in infrastrutture nel portafoglio degli investitori istituzionali vi è sicuramente la mancanza di expertise nel settore e la carenza di veicoli adatti attraverso i quali investire, ma anche la difficoltà di definire una pipeline di progetti “investment grade”, ossia progetti bancabili, appetibili per privati e investitori istituzionali. In questo le PPP rappresentano una potenziale soluzione al problema della qualità dei progetti perché l’intervento della pubblica amministrazione può sostenere la redditività, e quindi in ultima analisi la qualità e finanziabilità stessa. Questo intervento pubblico deve, tuttavia, essere giustificato da rilevanti esternalità positive che gli investimenti in infrastrutture producono per tutta l’economia nel suo complesso.

Programma

Saluti:

  • Dott. Vincenzo Moretta ODCEC Napoli
  • Avv. Umberto Masucci Presidente Propellers Club
  • Dott.ssa Liliana Speranza Consigliere Delegato Commissione Economia del Mare

Tavola rotonda

  • Modera: Dott. Achille Coppola – Segretario del Consiglio Nazionale ODCEC

Partecipanti (ordine alfabetico):

  • Dott.ssa Federica Brancaccio – Presidente ACEN
  • Dott. Sergio Corbello Presidente Assoprevidenza
  • Prof. Arturo Capasso – Gruppo di Lavoro Economia del Mare
  • Prof. Ettore Cinque – Assessore al Bilancio Regione Campania
  • Dott. Raffaella Copper – Managing Director – Macquarie Infrastructure and Real Assets (Europe) Limited
  • Dott. Sergio Corbello Presidente Assoprevidenza
  • Dott. Mario Mattioli – Presidente Confederazione Italiana Armatori (Confitarma)
  • Dott. Fabio Ortolani – Presidente Fondo Pensione Eurofer
  • Dott. Salvo Palma – Consigliere Cassa Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
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